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HDCD è uno standard relativamente recente che permette un notevole miglioramento nelle prestazioni sonore dei compact disc, pur mantenendo la compatibilità verso il basso; ciò significa che un compact disc masterizzato in HDCD può essere suonato anche su normali cd-player, sebbene (ovviamente) dia il meglio di sé con gli appositi lettori. |
Date le sue notevoli caratteristiche, il Centro Audio Video Zanella propone in questa pagina tutte le principali informazioni su questo standard ed alcune impressioni di famosi ingegneri del suono; buona parte di queste informazioni provengono dal sito Pacific Microsonics.
Gli argomenti sono suddivisi in due sezioni:
In questa sezione verranno analizzate e presentate le caratteristiche dello standard.
I temi affrontati sono:
Il procedimento HDCD® di Pacific Microsonics utilizza un sofisticato sistema che riduce di molto sia le distorsioni additive che sottrattive nelle registrazioni di audio in digitale, pur rimanendo compatibile con il formato esistente. Le registrazioni HDCD hanno una gamma dinamica più ampia, un timbro vocale e strumentale più naturale, maggiore spazialità e profondità e migliore risoluzione dei dettagli più sottili.
HDCD è l'acronimo per High Definition Compatible Digital, cioé le parole chiave legate al progetto: digitale, compatibile, ad alta definizione.
Il processore HDCD Model One produce registrazioni che forniscono una maggiore fedeltà all'incisione originale se riprodotte su lettori di compact disc standard. Con la semplice aggiunta di un chip di decodifica HDCD nel CD player, le registrazioni codificate in HDCD forniscono una riproduzione eccellente, di fedeltà maggiore rispetto a quanto è stato finora disponibile. In più, il chip di decodifica HDCD migliora significativamente la riproduzione di registrazioni non-HDCD.
La straordinaria fedeltà del procedimento HDCD è raggiunta attraverso l'identificazione e la correzione nella riproduzione di audio digitale di sorgenti di distorsione precedentemente sconosciute o poco comprese. Queste includono sia artefatti additivi dovuti ai processi di conversione analogico-digitale e digitale-analogico, che distorsioni sottrattive che risultano dai dati insufficienti derivanti dal formato di campionamento standard dei compact disc (PCM 16 bit, 44.1 kHz).
Il procedimento HDCD cancella efficacemente le distorsioni additive e contemporaneamente fornisce ulteriori dati per ridurre le distorsioni sottrattive. Le registrazioni risultanti sono almeno pari ai migliori nastri master per risoluzione e libertà dalla distorsione, e tuttavia risultano compatibili con i sistemi di riproduzione consumer esistenti.
La maggior parte dell'"intelligenza" del procedimento HDCD è stata incorporata nel sistema di codifica. Pertanto, il decodificatore può essere relativamente semplice ed è stato ridotto ad un singolo chip IC a basso costo.
L'apparecchio di codifica/decodifica HDCD professionale produce e accetta segnali digitali standard AES/EBU provenienti da virtualmente ogni registratore digitale PCM a 16 bit/44.1 kHz, e si può interfacciare anche con editor e workstation a 20 o 24 bit come le Sonic Solutions.
Tecnicamente, il procedimento HDCD può essere riassunto come segue: un segnale audio analogico viene fornito al sistema di codifica, che lo converte in un segnale digitale con lunghezza di parola superiore a 16 bit ed una frequenza di campionamento più alta di 44.1 kHz. Questo segnale digitale ad alta risoluzione contiene molte più informazioni di quante ci possano stare su un compact disc convenzionale. Pertanto, viene effettuata un'analisi continua ed in tempo reale del segnale ad alta risoluzione mediante tecniche DSP (sono impiegati 6 processori Motorola 56007 DSP), per determinare quali elementi fuori della portata di un compact disc convenzionale siano importanti dal punto di vista percettivo. L'analisi utilizza algoritmi che derivano dalle ricerche di psico-acustica effettuate da Pacific Microsonics e dai meccanismi della percezione uditiva.
Una volta che è stata identificata l'informazione ad alta risoluzione significativa, essa viene codificata su un compact disc standard (in PCM lineare a 16-bit e 44.1 kHz) con due metodi. Parte dell'informazione è aggiunta direttamente al segnale PCM attraverso l'ottimizzazione dei suoi bit lineari, e parte è nascosta nel LSB (bit meno significativo) del segnale PCM. Nel tempo, solo una percentuale variabile tra l'1% ed il 5% del LSB è utilizzata per il codice nascosto. Il canale di controllo nascosto non è udibile e non causa la perdita di informazioni percettibili.
Quando un segnale codificato HDCD è fornito ad un sistema di riproduzione convenzionale, l'informazione addizionale nel segnale lineare PCM è udibile come un chiaro miglioramento in fedeltà. Quando lo stesso segnale viene passato attraverso un decoder HDCD, le informazioni nel canale di controllo nascosto attivano il circuito HDCD e indirizzano la funzione di decodifica alla ricostruzione del segnale ad alta definizione originale, che è quindi trasmesso in forma appropriata al convertitore D/A utilizzato (es. 20 bits, 8x oversampling).
Poiché il decoder HDCD sostituisce il filtro digitale convenzionale che precede il DAC, è anche progettato per funzionare come filtro eccellente ed auditivamente superiore per la riproduzione di registrazioni non-HDCD.
Quando il compact disc fu introdotto nel mercato, più di 13 anni fa, il suo formato PCM a 16 bit con frequenza di campionamento a 44.1 kHz fu dettato dai limiti del hardware disponibile a quel tempo ad un costo ragionevole.
Da allora, la tecnologia è migliorata considerevolmente. Tuttavia, l'industria è ferma allo standard originale a causa dell'enorme base di riproduttori consumer, dischi incisi e sistemi di registrazione esistenti. Questa base è semplicemente troppo estesa e di valore per essere scartata e sostituita dall'introduzione di un nuovo standard incompatibile.
Nonostante ciò, consumatori, artisti e professionisti dell'industria della registrazione sono concordi nell'affermare che il formato esistente per i compact disc non contiene sufficienti informazioni di ampiezza e frequenza per essere musicalmente accurato.
E' imbarazzante constatare come molti nastri di registrazioni analogiche vecchie di 30 anni, o LP in vinile, conservino una maggiore vitalità e realtà se confrontati con registrazioni digitali di oggi considerate allo "stato dell'arte". Come conseguenza, molti temono che ciò comprometta quanto rimarrà delle registrazioni dei più importanti artisti di oggi per le generazioni future.
Il procedimento HDCD risolve questo dilemma fornendo una tecnologia di registrazione digitale che è uguale o superiore, in termini di fedeltà soggettiva, alla migliore tecnologia analogica, e tuttavia è compatibile con i riproduttori sul mercato. Pertanto, il procedimento HDCD può facilmente essere introdotto nell'industria dell'audio, con benefici ad ogni livello ed obsolescenza minima degli apparecchi esistenti.
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Il processore HDCD Model One fornisce la più alta qualità nella registrazione dell'audio disponibile oggi, pur producendo segnali compatibili con il formato del compact disc audio. Sono forniti ingressi ed uscite digitali AES a 16 e 24 bit, con frequenze di campionamento di 88.2 e 44.1 kHz; l'apparecchio presenta un indicatore di livello a LED e un display operativo grafico. |
Il processore utilizza convertitori A/D HDCD a bassissima distorsione sviluppati da Pacific Microsonics, con frequenza di campionamento superiore a 100 kHz e lunghezza di parola estesa. Come risultato, la risoluzione intrinseca e la distorsione del Model One sono molto migliori di qualsiasi convertitore a 16 bit e 44.1 kHz.
Più di 600 incisioni HDCD sono state realizzate dall'introduzione del processore nel marzo del 1996.
Per ulteriori informazioni sul processore Model One contattare:
Pacific Microsonics
2560 Ninth Street, Suite 219
Berkeley, CA 94710
Phone: 510-644-2442
Fax: 510-644-3559
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Il decoder PMD-100 HDCD è un sofisticato circuito integrato CMOS da 0.6 micron che effettua una precisa decodifica di registrazioni HDCD e funziona inoltre come un filtro digitale allo stato dell'arte, quando gli vengono passati dati provenienti da incisioni tradizionali. Il PMD-100 è progettato per interfacciarsi direttamente con i più diffusi DAC, eliminando la necessità di avere un filtro digitale monolitico convenzionale. |
Caratteristiche
In questa sezione sono raccolte le impressioni su HDCD di tre famosi ingegneri del suono e di alcune importanti riviste di alta fedeltà:
Denny Purcell è presidente della Georgetown Masters; la sua casa di produzione ha masterizzato più di 400 album d'oro e di platino. Ecco cosa dice su HDCD:
"Da circa 25 anni opero nella masterizzazione di album, con una media di 250-300 incisioni all'anno.
Quando fu introdotto il sistema di registrazione digitale, la qualità sonora era molto deprimente. L'immagine stereofonica, la profondità, i bassi e gli alti estesi: tutto questo andava perduto. I tempi di riverbero erano anch'essi alterati e ridotti. Prendere un suono analogico e produrre la sua perfetta immagine in digitale era allora certamente impossibile. Ci piaceva come potevamo manipolare la musica nel dominio digitale; ciò era certamente meraviglioso. Tuttavia, scoprimmo ben presto che l'anello debole era quella terribile parola: "convertitore". Per raggiungere il digitale, dovevamo passare attraverso un convertitore analogico-digitale. Questo era, ed è, il colpevole quando ti trovi a dire: cos'è successo al mio meraviglioso suono?
Oh, i convertitori si sono via via perfezionati, ed io ho acquistato praticamente ogni convertitore considerato 'migliore'. Tuttavia, l'informazione digitale semplicemente non è uguale all'analogica. L'immagine stereofonica, la profondità, la disposizione degli strumenti sono diminuite nella conversion - non in maniera appena percettibile, bensì drasticamente. Così, fin da quando il digitale è divenuto uno standard di registrazione, ho cercato di ricomprare acusticamente il patrimonio che veniva perso nella trasformazione.
Chiunque vi potrà dire che se una tecnologia per realizzare un miglioramento esiste lì fuori, io la proverò. Se si dimostra all'altezza dei miei standard, la renderò disponibile ai miei clienti. Ho atteso per tre anni l'uscita del HDCD. Ciò dimostra quanto importante sentissi questo nuovo standard per il mio lavoro di masterizzazione. E si è dimostrato all'altezza delle mie aspettative.
In verità, la mia professione è cercare il pelo nell'uovo. Tutto ciò che faccio è una testimonianza della qualità del mio lavoro. Così, nel procedimento di masterizzazione di un disco vado dalle persone coinvolte, mostro loro apparecchi e tecniche che io penso possano migliorare il loro suono, rappresentarlo più fedelmente. E' un procedimento che richiede un consenso tra le parti. Devo rendere consapevoli le persone di tutte le possibilità, di ogni punto di vista. Alcune persone non riescono proprio ad udire la differenza che tali opzioni realizzano fino al momento in cui io gliela faccio sentire.
Ma con HDCD, a nessuno sfugge questa differenza. Puoi prendere un disco codificato HDCD e sentire la differenza facendolo suonare in un qualsiasi lettore commerciale. Ti accorgi delle code di ritardo, senti una maggiore ampiezza e profondità, la disposizione spaziale.
Da quando Pflash (Michael Pflaumer, co-inventore del procedimento HDCD, n.d.r.) mi ha consegnato il processore HDCD che utilizziamo ora, ne ho ordinati altri sei. Non c'è un artista che abbia sentito ciò che può fare e non voglia utilizzarlo.
La prima volta che l'abbiamo impiegato è stato nel nuovo album di Mark Knopfler. Abbiamo masterizzato da nastro analogico di mezzo pollice, equalizzato in analogico e quindi lo abbiamo fatto passare per il processore HDCD. E' una perfetta immagine del master a due tracce... più vicino di quanto qualsiasi convertitore A/D sia mai riuscito ad arrivare.
Ma si otterranno risultati ancora più eccezionali inviando ad HDCD il segnale direttamente dalla console o dal microfono e catturando la registrazione su un medium digitale a 20 bit.
La risposta in frequenza e la chiarezza sono le migliori che io abbia mai sentito, punto. E, in termini di digitale, posso dirti che HDCD è migliore di qualsiasi altra cosa. Non è affaticante all'ascolto. Non ci sono 'gap'. L'elemento dello spazio e la disposizione degli strumenti sono lì... non è compresso. E' veramente un'esperienza emozionante. Chiunque senta la differenza e continui a mixare in digitale in modo convenzionale è più preoccupato dei soldi che della integrità sonora (ragazzi, finirò nei guai per aver detto questo!). Non è una differenza sottile. E' quello che tutti aspettavamo, da 15 anni.
Georgetown Masters realizza circa il 50% di tutta la country music in classifica, e anche una discreta parte di tutto il resto. Rendere disponibile i nostri strumenti è un'altra importante attività. Se un ingegnere ha in mano un progetto, può utilizzare le nostre attrezzature e studi di registrazione, piuttosto che spendere decine di migliaia di dollari per acquistarne di propri. Ora, chiunque ascolti musica che è stata masterizzata in HDCD - che sia riprodotta su un apparecchio HDCD o un lettore standard - sentirà un'enorme differenza. Qualsiasi ingegnere del suono coscienzioso vorrà HDCD.
Recentemente, ho tenuto una dimostrazione per un celebre batterista. Ho fatto suonare un famoso CD che era stato convertito utilizzando un convertitore A/D 'top'. Il suo commento è stato: 'Patetico'. Poi ho fatto suonare la versione HDCD. E' rimasto impressionato. La differenza era così sostanziale che non poteva credere che fosse stato utilizzato lo stesso nastro master. Questo è il motivo per cui continuo a dire che il procedimento HDCD ti fa sentire una nuova dimensione, che non hai mai ascoltato prima. E' quanto di più vicino alla performance originale, punto."
- Denny Purcell
Joe Gastwirt è presidente della OceanView Digital Mastering; è stato ingegnere di masterizzazione per Neil Young, Jimi Hendrix, Tom Petty, e The Beach Boys. Ecco cosa dice su HDCD:
"La prima volta che ho sentito parlare di HDCD è stato alla convention AES del 1994. Conoscevo le registrazioni di Keith Johnson da molti anni e avevo masterizzato una o due delle sue incisioni quando ero ingegnere capo al JVC Cutting Center. Avendo una sensibilità audiofila, ho sempre apprezzato il lavoro di Keith, per cui il fatto che fosse coinvolto nel progetto HDCD catturò immediatamente il mio interesse.
Il suono HDCD che ascoltai all'AES aveva una qualità... era qualcosa che catturava l'ambiente; ebbi subito l'impressione che fosse da tenere d'occhio. E credetemi, non sono affatto un amante del digitale. Mi piace l'ampia immagine che si ottiene da un'incisione analogica, l'impressione di tridimensionalità.
Ecco perché fui entusiasta quando ebbi l'opportunità di provare HDCD. Quando lavoravo con Neil Young su 'Sleeps With Angels', facemmo delle prove di trasferimento dei suoi vecchi album in digitale. Facemmo quindi un confronto delle canzoni tra il mio convertitore A/D custom ed il processore HDCD Pacific Microsonics. Fummo tutti concordi che il risultato HDCD manteneva una certa qualità analogica e che in nessun modo il mio convertitore gli si avvicinava - sebbene il mio convertitore sia considerato uno dei migliori.
Il mio successivo incontro fu alla masterizzazione dell'album di Neil Young 'Mirror Ball', utilizzando il primo prototipo di HDCD. Fui veramente meravigliato dall'immagine tridimensionale che era in grado di mantenere. Potevi davvero dire dove i musicisti sedevano. Non puoi replicare questa presenza con altri registratori digitali - mettono tutto su un piano bi-dimensionale. Ma con HDCD non c'è alcuna perdita di spazialità. Sei proprio lì.
Ecco quindi l'opportunità di rimasterizzare Jimi Hendrix. 'The Ultimate Experience' utilizzando HDCD è stato davvero eccitante. Conosco molto bene la sua musica, avendo masterizzato tutti i suoi album eccetto uno.
In effetti, ho rimasterizzato il suo lavoro fin dal 1971, utilizzando apparecchi che sono continuamente migliorati durante gli anni. E il remaster di 'The Ultimate Experience' è la migliore produzione che abbia ascoltato fin'ora. Intendo dire che sono davvero entusiasta. Conosco la sua musica come il palmo della mia mano.. e sono ancora davvero impressionato di ascoltarla a casa. E suona così bene nonostante un'enorme quantità di problemi. Per esempio, molte cose provengono da copie di cui non esistevano master originali. Pensa: anche con il vinile la musica non veniva mai nel modo che Jimi voleva - a causa delle limitazioni del vinile stesso. Nel modo in cui Jimi suonava, ti sentivi avvolto dal suono che girava attorno a te. Il vinile non poteva riprodurre questo perché c'era troppa fase a basso livello.
Ma con HDCD posso dire che non c'è alcun tipo di perdita. Chiudi gli occhi e ascolti, e sei davvero nel mezzo della musica, come Jimi voleva. E' forte. Davvero forte. Per la prima volta posso dire che sono soddisfatto. Jimi è stato il miglior chitarrista di tutti i tempi. Era così speciale che volevo preservare la sua presenza da ogni tipo di interferenza. Penso che ci stiamo avvicinando all'intenzione originale di Jimi. Potremmo già esserci.
Una cosa che mi impressiona, inoltre, è che ogni tipo di musica beneficia di HDCD. Io lavoro con ogni cosa, dal rock and roll più pesante ai CD dei film di successo - realizziamo tra il 30 ed il 40% di questi. Lavoro molto anche con compositori orchestrali, e sapendo quanto difficili sono gli archi da riprodurre, posso dirvi questo: è la prima volta che sento il digitale riprodurre gli archi in modo dolce, non stridente.
Inoltre, HDCD è così accurato che puoi sentire la eco di un cimbalo o uno snare drum che solitamente è sepolta dagli altri strumenti. Una cosa che non avevo mai sentito prima. E il modo in cui gestisce le informazioni di basso livello è così splendido. E' qualcosa che viene semplicemente perso con il digitale ordinario.
Ho l'impressione che con HDCD il senso dello spazio sarà alla fine molto migliore dell'analogico perché hai completa accuratezza di fase.
Tuttavia, la cosa più importante di tutto è che HDCD mi permette di offrire una migliore alternativa ai miei clienti. Fin'ora, ogni cliente a cui abbia dimostrato HDCD ha apprezzato i vantaggi che offre. La gente viene e confronta il vecchio con il nuovo e letteralmente dice 'dal giorno alla notte'. E stiamo parlando di musica originalmente incisa allo stesso modo, elaborata con il processore HDCD.
Ormai dovrebbe essere ovvio che non sto parlando di differenze sottili. Il miglioramento che HDCD introduce è abbastanza grande da essere udito immediatamente e con effetti drammatici da ognuno.
La differenza nel prodotto finale è incredibile."
- Joe Gastwirt
Chuck Ainlay è ingegnere del suono per celebri artisti, fra i quali Mark Knopfler, Wynonna Judd, George Strait; ecco cosa dice di HDCD:
"Recentemente, stavo realizzando un album solista con Mark Knopfler dei Dire Straits. Prima di partire per Londra per incontrare Mark, Denny Purcell (presidente della Georgetown Masters, n.d.r.) mi parlò di HDCD e delle sue potenzialità. Poiché i dischi di Mark sono famosi per la loro chiarezza sonora pensai che potesse essere interessato.
Così, quando tornai negli States Denny approntò il mio primo test-drive del sistema HDCD. Facemmo una serie di ascolti alla cieca di ogni convertitore A/D che Denny aveva (e ne ha davvero tanti!). Scelsi il convertitore a 20 bit che secondo me suonava meglio. Convertimmo le tracce di Mark con quello e facemmo lo stesso con il processore HDCD. Pacific Microsonics spazzò via la concorrenza, semplicemente.
Quando ascoltammo la versione HDCD non decodificata, ridotta a 16 bit, rimasi stupito di quanto meglio fosse. Poi, quando la ascoltai decodificata e confrontata con il convertitore a 20 bit, rimasi di stucco. Wow, mi dissi, è proprio come il mio master originale. Voglio dire che aveva la stessa ampiezza di immagine, la stessa percezione della profondità, e la stessa risposta di frequenza. Sono serio. Ero veramente in difficoltà a trovare una qualsiasi differenza.
Faccio registrazioni digitali da una vita. Infatti, feci la mia prima registrazione digitale a Nashville - un intero album digitale che fu inciso su un multitraccia digitale, missato digitalmente e quindi pubblicato come CD.
Ho sempre detto una cosa del suono digitale: da un punto di vista speculativo, c'è tutto. Voglio dire, acusticamente ci sono gli alti, ci sono i bassi, non c'è wow e flutter o variazione di velocità.
Ma anche se sembra che ci sia tutto, mi mancava e tutt'ora mi manca qualcosa. Infatti, fin da quando i CD furono introdotti sul mercato, personalmente ho perso un po' di interesse nell'ascolto in casa.
E questo è ciò che mi colpì mentre stavo seduto a confrontare l'incisione HDCD con il master analogico. Mi dissi, 'Eccolo! C'è la stessa risposta emotiva che ottengo dal nastro analogico, la vera essenza.'
Ciò che Pacific Microsonics sta facendo è il giusto passo avanti. Lo standard originale dei CD è troppo basso: 16 bit ed una frequenza di campionamento di 44.1 kHz. HDCD campiona a più di 100 kHz con risoluzione a 20 bit.
Con HDCD decodificato ottieni proprio il tipo di risoluzione che ti avvicina al dominio analogico.
Con HDCD, hai indietro ciò che il digitale generalmente perde - il riverbero, l'immagine, e la profondità, che eri abituato ad ottenere con il vinile. Anche con una copia su cassetta di un'incisione riprodotta su un impianto non-HDCD, posso sentire una drammatica differenza. Il suono è realmente aperto e chiaro.
Come ingegnere, mi è sempre piaciuto usare equalizzazione e compressione analogiche masterizzando a partire da sorgenti digitali. Ma per fare questo, dovevo tornare a passare attraverso un'altra produzione da digitale a master. I passaggi A/D e D/A si sommavano e il problema con il digitale diventava sempre più visibile. Ma ora, con il sistema HDCD, ciò con cui finisco è la risoluzione che avevo nel dominio analogico. Ottieni indietro proprio quello che avevi introdotto.
Fondamentalmente, ottieni di più da HDCD perché di più vi entra; questo rende HDCD interessante anche per scopi di archiviazione. Puoi partire con master che sono a 20 o 24 bit. Questo è molto meglio. Attualmente, il problema nell'usare 20 bit è che nella conversione a 16 bit devi passare per un SBM o un UV-22. E a me non piace proprio il suono che si ottiene quando si passa a 16 bit. Un'altra bella cosa del processore Pacific Microsonics è che questa funzione è già integrata. Mette 20 bit in 16 bit codificati senza lasciare artefatti come fanno altri apparecchi.
La parte analogica è altrettanto importante di quella digitale. E Pacific Microsonics l'ha realizzata altrettanto bene.
HDCD suona veramente bene."
- Chuck Ainlay
(WIRED - Febbraio 1997) "...Ma forse oggi il maggior progresso nella riproduzione digitale è la tecnologia HDCD di Pacific Microsonics, un sistema di codifica/decodifica che riduce le distorsioni nelle incisioni digitali." Roger Van Bakel parla della sua esperienza con il convertitore digitale/analogico Theta Chroma 396. "Il Theta spreme informazioni dal mio CD che non avevo mai saputo ci fossero"..."Confronti tra materiale non-HDCD e la versione codificata della stessa incisione hanno dato per vincitore sempre la seconda."
(STEREOPHILE - Febbraio 1997) "Non so come qualcuno non possa rimanere impressionato da HDCD. Il suono è più dolce, più liquido e coinvolgente; con migliori sfumature, e completamente privo di granularità e asperità. La profondità del fronte sonoro e il dettaglio dell'immagine sono nettamente superiori."
(ABSOLUTE SOUND - Inverno 1996) Andy Goldenberg recensisce il CD di Linda Perry intitolato "In Flight", prodotto da Interscope Records. "Ciò che distingue quest'album da altri usciti quest'anno non sono solo le belle canzoni ma anche un'impeccabile registrazione. L'ingegnere del suono di Perry ha utilizzato il processo HDCD di Pacific Microsonics ed il risultato è impressionante. Il basso è caldo ma non invadente e la voce è assolutamente realistica. Le chitarre acustiche sono dolci, profonde, e vivide senza interferire con il canto di Perry."
(WHAT HI-FI - Gennaio 1997) Parlando della riproduzione di un CD masterizzato con HDCD su un lettore fornito del chip di decodifica, il recensore dice... "Introducendo il disco di Doug MacLeod 'You Can't Take My Blues', un'incisione HDCD di Audioquest, l'effetto di presenza ti fa sembrare di essere nella stanza con i musicisti."
Oltre alla continua crescita di incisioni HDCD (attualmente più di 500 titoli), ci sono più di 90 CD player consumer forniti di chip di decodifica, inclusi prodotti da Copland, Rotel, EAD, Madrigal (Mark Levinson e Proceed), California Audio Labs, Adcom, Spectral, Sonic Frontiers e Parasound.
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