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Il DVD è il nuovo supporto per la distribuzione di video ed audio in formato digitale. Acclamato universalmente come la tanto attesa panacea a tutti i problemi che da sempre affliggono il mercato del home video (qualità delle registrazioni ed unificazione degli standard fra tutti), è oggi una realtà affermata. Anche in Italia, infatti, sono disponibili numerosi apparecchi e titoli software per la vendita e per il noleggio, a testimonianza della fiducia accordata a questo standard dai principali protagonisti del settore home theater. |
Date le sue notevoli caratteristiche, il vasto campo di applicazione e l'importanza che certamente riveste, il Centro Audio Video Zanella propone in questa pagina tutte le principali informazioni tecniche su questo standard, le prospettive di impiego ed i vantaggi/svantaggi ad esso connessi.
Gli argomenti sono suddivisi in due sezioni:
In questa sezione verranno analizzate e presentate caratteristiche ed impieghi del nuovo standard, con particolare riferimento alla riproduzione di film.
I temi affrontati sono:
Dalla sua introduzione, il video è sempre stato registrato e trasmesso come segnali elettrici analogici. Sebbene i trasmettitori ed i ricevitori analogici possano essere costruiti a basso costo, il video analogico è molto costoso da trasmettere e memorizzare. Inoltre, i moderni computer digitali non possono processare segnali analogici, per cui questo tipo di informazione non può essere facilmente ordinata, ricercata o manipolata.
La transizione del video dal dominio analogico al digitale cambia ogni cosa. Il video digitale può essere memorizzato e distribuito a costi inferiori rispetto alla controparte analogica; può essere memorizzato su supporti ad accesso casuale come dischi magnetici (hard disks) e supporti ottici (cd). Una volta memorizzato su questi tipi di supporti, il video diviene un media interattivo e può essere utilizzato in giochi, cataloghi, per addestramento, educazione ed altre applicazioni. Anche i film, fino ad oggi lineari, possono divenire interattivi, permettendo agli spettatori di scegliere il punto di vista, la prosecuzione della trama ed il finale.
Il video digitale accresce incredibilmente l'efficienza per la trasmissione; ciò comporta che le reti di comunicazione, dai telefoni pubblici, alla televisione via cavo, ai satelliti per telecomunicazioni, saranno in grado di trasportare da sei a dieci volte più canali di quanti disponibili in precedenza, aumentando la scelta per il consumatore.
Il DVD è uno dei primi prodotti basati sulla tecnologia del video digitale. Questi dischi hanno le dimensioni di un compact disc audio, ma possono (teoricamente) memorizzare fino a 17 Gb di dati, cioé il contenuto di circa 26 CD.
Questa enorme capacità permette di memorizzare fino a quattro film di lunghezza media, con audio e video di qualità superiore agli altri formati attualmente disponibili.
Il Digital Versatile Disc (DVD, detto anche "Digital Video Disc") è un nuovo supporto per la distribuzione di dati digitali in quantità variabile da 4.7 Gb a 17 Gb, memorizzati su un disco di 12 cm di diametro. Questa enorme quantità di dati (i CD audio hanno una capacità pari a 680 Mb) può essere utilizzata per memorizzare fino a nove ore di video con qualità da studio e di audio multi canale surround, programmi per computer interattivi, 30 ore di audio con qualità CD o ogni altra cosa che possa essere rappresentata come dati digitali.
Un DVD assomiglia ad un cd: è un disco argentato con un foro al centro, con lo stesso diametro di un cd convenzionale. Proprio come nei compact discs, i dati sono registrati sul disco in una spirale di minuscole fossette ed il disco è letto attraverso un raggio laser. Il segreto della maggiore capacità del DVD sta nella minore dimensione di queste depressioni, nella minore distanza tra due tracce della spirale e nella possibilità di registrare i dati su quattro livelli, due per ogni lato.
| Confronto tra cd audio e DVD |
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Per leggere questi dischi ad alta densità, il laser deve produrre un raggio luminoso con lunghezza d'onda inferiore ed il meccanismo di centratura e messa a fuoco deve essere più preciso. In effetti, la messa a fuoco deve permettere la lettura dei due strati di dati: per leggere il secondo strato, il meccanismo di lettura semplicemente mette a fuoco il laser un po' più profondamente nel disco, dove il secondo strato è registrato.
| Gli strati del DVD |
Oltre al doppio-strato, i DVD possono essere anche a doppia facciata. La possibilità di quattro strati permette di raggiungere la capacità di 17 Gb. Tuttavia, poiché un film di 135 minuti può essere memorizzato su un singolo strato, i DVD a singolo strato saranno il tipo più comune. La seguente tabella illustra le differenze più significative tra un compact disc ed un DVD in termini di caratteristiche tecniche e capacità.
| DVD | CD | |
| Diametro | 12 cm | 12 cm |
| Spessore | 0.6 mm | 1.2 mm |
| Separazione tracce | 0.74 nanometri | 1.6 nanometri |
| Minima lunghezza fossette | 0.4 nanometri | 0.834 nanometri |
| Lunghezza d'onda del laser | 640 nanometri | 780 nanometri |
| Capacità dati (per strato) | 4.7 Gb | 0.68 Gb |
| Strati | 1,2,4 | 1 |
Sebbene ogni tipo di dati digitali possa essere distribuito su un DVD, la prima applicazione prevista per questo supporto è la vendita ed il noleggio di film. Come supporto, il DVD ha molti vantaggi rispetto ai nastri VHS ed ai laser disc.
Il primo vantaggio è rappresentato dalla qualità: il video del DVD è incisivo e dettagliato, con colori saturi, e l'audio multi canale ha la stessa resa dell'audio del cinema.
Migliore qualità del video
Gli standard audio e video utilizzati oggi sono molto antiquati; le telecamere e le televisioni sono in grado di riprodurre immagini molto più dettagliate di quanto la tecnologia di trasmissione analogica possa distribuire. Lo stesso vale per l'audio: i sistemi audio da casa di oggi possono riprodurre colonne sonore di qualità cinematografica, mentre lo standard audio che accompagna le trasmissioni televisive risale alla fine degli anni '50.
Il video digitale elimina i problemi di risoluzione e di interferenza luminosità-colore, superando i limiti di banda per le trasmissioni, permettendo di visualizzare le immagini con la risoluzione a cui esse sono registrate e mantenendo separati i segnali di luminosità e colore, restituendo in questo modo i colori con la loro esatta gamma dinamica e luminosità.
Inoltre, contrariamente ai nastri VHS, la centesima riproduzione del medesimo DVD (se correttamente conservato) resitituirà la medesima qualità della prima visione, dal momento che il supporto non si deteriora per sfregamento come accade con le videocassette.
Migliore qualità dell'audio
Naturalmente, il video rappresenta solo metà del fascino di un film; l'audio è ciò che realmente coinvolge lo spettatore.
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Attualmente, gli standard di riferimento nell'audio cinematografico sono il suono digitale su sei canali (Dolby Digital e DTS): un centrale per il dialogo, due canali frontali (destro e sinistro) per la musica, due canali posteriori per gli effetti ed un canale per le frequenze basse. |
| Lo standard attuale per l'ascolto domestico è il Dolby Pro-Logic, uno schema audio a matrice che permette la decodifica di quattro canali a partire da una traccia stereo convenzionale. |
I quattro canali della decodifica Pro-Logic si suddividono in centrale, frontale sinistro, frontale destro e posteriore (sebbene il canale posteriore sia normalmente riprodotto da due diffusori). Sebbene il Dolby Pro-Logic fornisca un'esperienza molto più coinvolgente di una normale colonna sonora stereo, gli audiofili lamentano un'immagine approssimativa (il suono non è localizzato con precisione) e problemi di rotazione (alcuni suoni sembrano girare attorno allo spettatore quando non dovrebbero). Per correggere alcuni di questi problemi, è stato recentemente introdotto il Dolby Pro-Logic II.
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Il DVD pone fine a questi problemi incorporando la codifica audio Dolby Digital (AC3,
per il mercato statunitense, ma anche europeo, allo stato attuale delle cose) oppure audio
MPEG-2 Musicam 5.1 (per il solo mercato europeo, in pratica esiste solo
sulla carta). L'AC3 fornisce sei canali e l'MPEG-2 fino ad otto, ognuno completamente separato dagli altri. |
Per mantenere la compatibilità con la base installata, i riproduttori DVD includeranno una unità per la codifica Dolby Pro-Logic per tradurre il flusso AC3 o MPEG-2 in un formato riproducibile attraverso un amplificatore stereo tradizionale oppure un precedente sistema surround.
Non è escluso, tuttavia, che in futuro anche lo standard DTS a 44.1 kHz (già previsto nell'iniziale specifica del DVD, assieme al PCM a 20 e 24 bit) ed il DTS a 48 kHz si vadano ad affiancare alla proposta MPEG-2 e AC3, soprattutto in considerazione del fatto che sono apparsi cd e laser disc in cui il normale audio digitale è stato sostituito da un flusso DTS. Sono molto numerosi anche gli amplificatori audio-video che supportano questo standard.
Rispetto del formato originale dei film
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Il DVD è anche il primo supporto in grado di presentare i film in formato wide-screen. Il formato televisivo attuale (4:3) fu fissato intorno agli anni '30, quando la maggior parte dei film avevano una immagine approssimativamente quadrata; ma il formato cinematografico si è evoluto in questi anni ed oggi la maggior parte dei film hanno proporzioni 16:9 o 20:9 (70 mm), nessuna delle quali si presta bene ad essere riprodotta da uno schermo televisivo. |
Quando un film viene trasferito su un video, i distributori hanno due possibilità:
possono tagliare i lati dell'immagine, oppure utilizzare il formato "letter-box"
(casella postale), introducendo due fasce nere sopra e sotto l'immagine. Il taglio
dell'immagine è la scelta comunemente adottata: il risultato è la mutilazione dei
paesaggi e, talvolta, situazioni comiche come personaggi che conversano con qualcuno che
non è semplicemente visibile.
Anche i film trasferiti nel formato letter-box hanno i loro svantaggi: pur essendo
preservato il respiro originale del film, la riduzione spreca buona parte della
risoluzione verticale del televisore.
Il DVD, tuttavia, è stato progettato per riprodurre film in formato wide-screen con le nuove televisioni in formato 16:9. Per coloro che possiedono un televisore 4:3, il lettore DVD permetterà, a scelta, di riprodurre il film tagliato ai lati, in formato espanso oppure letter-box, purché (ovviamente) il produttore del film abbia previsto questa possibilità.
Interattività
Poiché il DVD è un supporto ad accesso casuale, il riproduttore può velocemente cercare un determinato punto del disco e riprodurlo; può anche essere messo in pausa, avanzare in moviola oppure ad alta velocità, il tutto con un'immagine molto più chiara di un videoregistratore a nastro. Queste caratteristiche permettono numerose, interessanti applicazioni, da film con finali multipli, a videogiochi, a riprese sportive da molteplici angolazioni. Sono già usciti alcuni esempi di questo tipo di applicazioni.
Prendiamo quest'ultimo esempio: poiché un DVD può contenere molte ore di video, sarebbe possibile registrare una partita di calcio da molti punti di vista: la tribuna stampa, da dietro il portiere, dagli angoli, ecc. L'utente potrebbe, a questo punto, scegliere la posizione da cui seguire la partita, passando senza soluzione di continuità dall'una all'altra durante lo svolgimento dell'evento.
Controllo parentale
Sempre connesso all'interattività, il controllo parentale permette di proteggere con password i programmi che non si vogliono far vedere ai bambini; in alternativa, è possibile avere sullo stesso disco diverse versioni dello stesso film: quella voluta dal regista, una versione vietata ai 14 anni ed una ai 18 (per esempio).
Sottotitoli e lingue multiple
Il DVD è in grado di memorizzare più colonne sonore (ciascuna con multipli canali); il formato supporta fino a 8 lingue per lo stesso film; inoltre, sono disponibili 32 tracce per sottotitoli, che permettono di seguire, ad esempio, il film in lingua originale con i sottotitoli nella propria lingua, oppure permettono la fruizione del programma ai non-udenti. Ad esempio, il film "Contact" è proposto da Warner Home Video in una edizione particolarmente curata (a doppio strato), in 5 lingue, con inoltre l'intero film commentato da: Jodie Foster (protagonista), oppure Robert Zemeckis (regista), oppure dall'equipe degli effetti speciali, oltre a poter ascoltare la sola colonna sonora, senza alcun parlato.
Il sistema DVD consiste in un masterizzatore, un supporto per la distribuzione (il disco stesso) ed un riproduttore.
Il masterizzatore
Dopo che un film è stato trasferito dalla pellicola al nastro video, deve essere formattato in modo speciale per essere registrato sul disco; il processo di masterizzazione consiste nei seguenti passi (illustrati dal diagramma sottostante):
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Tutti i processi (tranne l'ultimo) sono realizzati attraverso un sistema di masterizzazione, basato su una potente workstation computerizzata. La workstation non è altro che un controller per due sofisticati sistemi digitali per l'elaborazione del segnale: uno per codificare il video, l'altro per l'audio.
In stato incompresso, il video digitale è così voluminoso che un film di media lunghezza richiederebbe circa 40 DVD a singola facciata/singolo strato. Fortunatamente, il video digitale è fortemente ridondante e può essere compattato eliminando più del 97% dei dati richiesti per rappresentare il video senza influire in modo avvertibile sulla qualità finale dell'immagine. Il metodo di compressione utilizzato è lo standard MPEG-2.
Per ottenere la massima qualità di immagine, viene utilizzato un processo detto "codifica a tasso di bit variabile": quando un'immagine è molto complessa e dettagliata, non è possibile comprimerla considerevolmente senza un decadimento della qualità; ecco, quindi, che durante la codifica sono impiegati più dati per rappresentare sequenze "difficili" e meno dati per sequenze "facili", variando costantemente la quantità di informazione richiesta per ciascuna immagine.
Poiché il risultato finale non è prefissato, dipendendo dal materiale da codificare, ed essendo la compressione con perdita (compattamento), è cruciale che l'algoritmo implementato per la codifica a tasso variabile sia in grado di analizzare attentamente il video in modo da eliminare solo i dati ridondanti; la qualità dei DVD, dunque, tenderà a migliorare nel tempo esattamente come accadde per i compact disc audio.
Il Digital Versatile Disc
Un DVD è costituito da un foglio di alluminio riflettente incapsulato in plastica trasparente. I dati sono memorizzati sul foglio come una lunga serie di minuscole fossette, disposte in una stretta spirale attorno al disco. Le fossette sono incise sul foglio mediante la pressione di un master in vetro. Nel caso di un DVD a singola facciata, il disco stampato è incollato con una parte non-trasparente, che può indicare il contenuto del disco stesso. Nel caso di dischi a doppia faccia, due metà (ciascuna con il suo foglio di alluminio contenente i dati) sono incollate tra di loro. Questo processo è già ben noto, in quanto rappresenta una combinazione delle tecniche utilizzate per produrre compact disc audio e laser disc (anch'essi supporti a doppia facciata). Le industrie per la duplicazione stimano il costo per la produzione di un DVD singola faccia/singolo strato paragonabile al costo di un cd audio, cioé circa 1400 lire inclusa la confezione.
Questa stima, tenuto conto anche dei bassi costi di trasporto, stoccaggio ed esposizione nel punto vendita, costituisce una delle principali attrattive del DVD. Considerato che un nastro VHS richiede più di 5000 lire per la duplicazione e la distribuzione, è chiaro che il DVD potrebbe rendere possibili nuovi modelli distributivi, inclusa (ad esempio) la pay-per-view.
I tipi di DVD previsti sono:
| DVD5 | solo riproduzione, singolo strato, capacità 4.7 Gb |
| DVD9 | solo riproduzione, doppio strato, capacità 8.5 Gb |
| DVD10 | solo riproduzione, singolo strato, doppio lato, capacità 9.4 Gb |
| DVD18 | solo riproduzione, doppio strato, doppio lato, capacità 17 Gb |
| DVD-R | scrivibile una sola volta, processo di colorazione organica, doppio lato, capacità 7.6 Gb |
| DVD-RAM | scrivibile molte volte, processo a inversione di fase, doppio lato, capacità 5.2 Gb |
Per i computer, i DVD saranno compatibili Micro UDF e/o ISO-9660; il transfer rate inizialmente previsto è di 1.35 Mb al secondo (circa un cd-rom 9x); sono comunque già comparsi lettori DVD 2x.
I riproduttori
Il riproduttore DVD è un apparecchio molto sofisticato, che tuttavia ormai è disponibile ad un prezzo anche inferiore ai 200,00 €.
Le parti di cui si compone un riproduttore sono le seguenti (il diagramma sottostante illustra la loro interdipendenza):
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Il decoder audio/video è naturalmente il componente più complesso del lettore DVD; esso ha tre distinte ed essenziali funzioni:
Oltre a queste funzioni, il decoder deve aggiungere i menu a schermo (OSD), codificare i sei canali audio in formato Dolby Pro-Logic ed implementare altri formati proprietari come VideoCD 2.0 e CD audio.
Non sono previsti lettori DVD con due testine, per leggere simultaneamente entrambi i lati dei dischi a doppia faccia; i motivi sono essenzialmente due:
Il "sistema DVD"
Il DVD deve essere visto come un sistema integrato costituito dal masterizzatore, dal
disco e dal riproduttore.
Infatti, il masterizzatore prepara tutte le informazioni per controllo parentale,
sottotitoli, colonne sonore multiple e compatta audio e video come necessario. Tuttavia,
poiché (ad esempio) nel caso di film con parti vietate l'intero film deve essere presente
sul disco, il riproduttore deve poter saltare le parti non richieste durante la visione;
per evitare dei buchi audio/video, quindi, il riproduttore è dotato di una memoria
tampone, utilizzata durante il riposizionamento del laser, ed il masterizzatore deve
disporre le sequenze sul disco in modo da minimizzare i tempi di riposizionamento, tenendo
conto della dimensione della memoria tampone.
La maggior parte dei film sono prodotti da pochi studios, che sono stati profondamente coinvolti nella creazione dello standard DVD. Il motivo è presto detto: il sistema DVD può cambiare profondamente l'equilibrio tra video noleggiati e video venduti a basso prezzo (sell-through), oltre a permettere nuovi sistemi per riscuotere denaro dai consumatori per i film che vedono.
Oggi il mercato del home video è di importanza cruciale per i produttori cinematografici, in quanto gli incassi che ne derivano superano gli importi raccolti attraverso le proiezioni nei cinema. Alcuni anni fa, era credenza comune che i consumatori preferissero noleggiare i film piuttosto che acquistarli, per cui gli studios fissarono i prezzi dei film a valori piuttosto alti. La Disney fu la prima a provare che i consumatori avrebbero acquistato film particolarmente graditi se il prezzo era appropriato, ed altri studios seguirono la sua strada. Hollywood vorrebbe espandere il mercato del sell-through, che tuttavia è notevolmente elastico: poche migliaia di lire in più o in meno possono determinare la differenza tra successo ed insuccesso. Inoltre, dati gli alti costi di duplicazione, distribuzione e stoccaggio, un film deve essere un sicuro block-buster per essere editato ad un prezzo sell-through. Il DVD potrebbe cambiare la situazione, abbassando i costi di duplicazione e permettendo di proporre anche film di minor richiamo ad un prezzo che non riduca i margini del produttore a livelli inaccettabili.
Pay-per-View
Sebbene il DVD prometta di abbassare i costi, la sua natura digitale offre delle possibilità di guadagno che i formati di distribuzione analogica non possono prevedere. Il problema con i nastri VHS e con i laser disc è l'impossibilità di controllare chi guarda i film e quanto spesso, laddove i dati su un DVD possono essere cifrati, permettendo al distributore di controllarne la visione.
Per esempio, in un modello pay-per-view, un consumatore acquista un DVD a basso costo. Il suo riproduttore DVD è fornito di modem connesso alla linea telefonica e, quando l'utente guarda il film, il suo lettore chiama il distributore del film e addebita sul conto dell'utente l'importo per la visione. Questo formato ha conosciuto un effimero successo negli Stati Uniti, con il nome DVX o DIVX, ma problemi distributivi e la diffidenza dei consumatori ne hanno rapidamente decretato la fine; non è detto, tuttavia, che in Europa questo sistema di distribuzione non possa avere migliore fortuna, forti delle conoscenze acquisite con il mercato americano.
Ci sono molte altre possibili variazioni sul tema: poiché un DVD può contenere fino a quattro film di media lunghezza, è possibile avere l'intera serie di Indiana Jones o di Guerre Stellari su un singolo disco: l'utente può acquistare il primo film della serie e quindi pagare i successivi attraverso carta di credito, da casa (ad esempio, è uscito un DVD con i giochi laser Dragon's Lair e Space Ace, in cui si paga per un solo titolo all'atto dell'acquisto, e con carta di credito è possibile acquistare il secondo ad un prezzo ridotto).
Si potrebbero includere anche altri tipi di dati digitali sul disco con il film; per esempio, un videogioco ispirato al film stesso a cui si potrebbe accedere in maniera simile a quanto indicato sopra.
Protezione dalla copia
A causa dell'alta qualità video del DVD, i proprietari dei diritti sui film sono preoccupati che i pirati siano in grado di utilizzare i DVD come master per la duplicazione di nastri VHS o semplicemente per copiare i dati su un altro disco utilizzando un computer. I dispositivi di protezione dalla copia sono stati a lungo oggetto del contendere e certamente la principale causa del ritardo dell'uscita prima dei lettori DVD e poi del software. Pare che adesso la situazione sia sufficientemente chiarita, con un dispositivo interno ai lettori che decifra i dati presenti sul disco (che quindi non può essere copiato digitalmente) ed un dispositivo Macrovision all'uscita che altera i livelli di registrazione automatici dei videoregistratori, impedendo la copia su nastro senza un elevato degrado nell'immagine.
Inoltre, per i DVD contenenti software per PC esiste un'ulteriore protezione costituita dal sistema DiscGuard; esso consiste in un impronta digitale indelebile sul supporto ottico, posta al momento della creazione, che può essere letta da ogni riproduttore DVD, ma non può essere duplicata nemmeno attraverso remastering. Poiché l'impronta non compare nelle copie, il software può verificare se il disco è autentico o copiato.
Alcune interessanti tecnologie anti-copia sono state recentemente annunciate da una
compagnia del Colorado, la "Hide and Seek
Technologies". Tutti i loro brevetti si basano su una speciale lavorazione della
superficie del DVD; questa tecnologia può essere controllata dal software di
installazione o dal supporto stesso e non richiede modifiche al progetto del lettore di
DVD.
La protezione del software su DVD per PC consiste in una piccola quantità di codice
aggiunto ai files di installazione, che agisce su uno strato aggiunto sul disco e composto
di alcuni speciali polimeri brevettati. Il processo di protezione consiste nel ricoprire
di polimero fotosensibile la superficie del disco durante la produzione; il codice
aggiunto al programma di installazione causa la ricerca (da parte della testina del
lettore) di un determinato punto sul disco e un certo numero di letture su quel punto, che
causano dei cambiamenti nelle proprietà del materiale fotosensibile, scurendo la
superficie del disco in quella posizione. Quando il disco è utilizzato per una successiva
installazione, il programma verifica se il punto è annerito, potendo così determinare se
il disco è già stato installato.
Utilizzando differenti formule per i polimeri, è possibile limitare il periodo di
funzionamento del disco; nel caso di un film, per esempio, un polimero fotosensibile
potrebbe essere utilizzato per scurire il disco e renderlo inutilizzabile dopo tre giorni.
Allo stesso modo, si potrebbe limitare il numero di riproduzioni del disco; Hide and Seek
propone la tecnologia CineOnce, un sistema di protezione per DVD-Video che permette solo
una riproduzione del DVD, aprendo nuove prospettive per i sistemi di noleggio oppure
interessanti soluzioni, come la consegna di film a domicilio assieme alla pizza.
Oggi quasi tutti i personal computer sono venduti con un drive per cd-rom. Quando il cd-rom apparve per la prima volta, nel 1986, la sua capacità di 680 Mb era di molte volte superiore alla capacità di un tipico hard disk e non c'erano programmi che occupassero un intero cd. Ciò non è più vero. I personal computer di oggi incorporano hard disk di diverse decine di gigabyte e molti giochi con contenuto multimediale sono troppo grandi per essere contenuti su singolo cd. Di conseguenza, i costruttori di personal computer sono molto interessati ad introdurre i DVD-rom nei PC e, fatto questo, tutto ciò che è necessario per ottenere un lettore di DVD completo è una scheda con un decoder DVD. Naturalmente, la possibilità di elaborare i dati contenuti su un DVD attraverso un personal computer preoccupa i proprietari dei diritti d'autore sui film, che temono possa essere così aggirata la protezione dalla copia.
Per questo, sono stati proposti tre schemi di protezione dalla copia:
I lettori di DVD per PC presenti sul mercato si installano sul bus EIDE e utilizzano un software apposito per la riproduzione.
Finora si sono descritte solo le caratteristiche positive ed entusiasmanti di questo nuovo standard. Veniamo ora ad alcuni caveat che potrebbero essere rilevanti sia per l'audiofilo che per chi sta considerando l'acquisto di un lettore DVD.
I temi affrontati sono:
Le specifiche ufficiali per il DVD non sono ancora complete; ciò comporta un'incertezza dai parte dei produttori di software, che a sua volta ha ripercussioni negative sulle vendite del hardware.
I formati DVD allo studio o completati sono:
Sebbene nulla sia ancora definitivo, gli audiofili stanno lavorando alacremente sulle specifiche del DVD-Audio. Una delle soluzioni più acclamate è HQAD di ARA. HQAD è un algoritmo di (de)codifica senza perdita o con perdita minima che supporta la riproduzione da 16 a 24 bit con frequenze di campionamento di 48 o 96 kHz per canale. Questa soluzione prevede, oltre ai classici due canali stereo, anche modi a 6, 7.1 e 8 canali. Nel caso di un DVD5, la capacità varia da 71 minuti per 7.1 canali a 20 bit e 96 kHz fino a 471 minuti per 2 canali a 24 bit e 48 kHz.
I lettori di DVD non sono tutti uguali; analogamente a quanto previsto da Nintendo, Sega e Sony nella realizzazione delle loro console per videogiochi, anche i lettori DVD presentano un country code che impedisce la visualizzazione di dischi provenienti da paesi di altri continenti, del tutto o per un determinato periodo di tempo. Ciò è motivato dalle richieste dell'industria cinematografica, che non desidera che copie di un film non ancora distribuito circolino liberamente in altri paesi. Anche il sistema di codifica dell'audio dovrebbe agire in questo senso, sebbene il fantomatico audio MPEG 2 in realtà non esista ancora in Europa, per cui l'AC-3 è praticamente comune in tutto il mondo.
Pur essendo garantita, la compatibilità con i cd audio non implica che un lettore DVD sia anche un buon lettore per compact disc. Infatti, il laser rubino utilizzato nei lettori DVD e la lente olografica necessaria per cambiare la messa a fuoco sui due livelli del disco non incidono positivamente sulle prestazioni puramente audio.
Il DVD è orientato espressamente alla riproduzione del video; per questo, i tradizionali compact disc avranno ancora vita lunga. Gli audiofili non devono pertanto temere una rapida obsolescenza dei loro costosi cd-transport, né affannarsi per decidere l'acquisto di un lettore DVD che, tranne lodevoli eccezioni, potrebbe deluderli in campo audio.
Una cosa da tenere presente, tuttavia, è l'impossibilità di leggere i CD-R in un DVD; l'incompatibilità è dovuta al colore del supporto, che risulta illeggibile alla luce rossa; alcuni produttori hanno ovviato al problema introducendo un doppio pick-up.
I primi masterizzatori per DVD sono usciti come registratori di dati per computer. I sistemi richiesti per creare il video MPEG compresso che si trova sui DVD-Video sono estremamente costosi (anche mezzo miliardo di lire) e richiedono molte ore e molti passaggi per comprimere un film. I registratori DVD in commercio funzionano in modo simile ad un videregistratore; tuttavia, la qualità o il tempo di registrazione sono notevolmente inferiori rispetto ai livelli raggiunti nei DVD-Video, in quanto viene adottato un algoritmo di compressione meno spinto.
Morale: ancora per alcuni anni dovremo convivere con i vecchi videoregistratori VHS, almeno per quanto riguarda la registrazione di trasmissioni. L'unica alternativa interessante pare MyTV, un videoregistratore digitale che "incide" su hard disk e offre notevoli vantaggi, come la possibilità di guardare una trasmissione memorizzata e registrarne contemporaneamente un'altra, oppure mettere "in pausa" una trasmissione in diretta per poi proseguirne la visione prima che la stessa sia finita. Negli Stati Uniti questo sistema ha già un discreto numero di appassionati utilizzatori, per i quali esiste un apposito network che recensisce tutti i programmi e permette al sistema di registrare automaticamente qualunque trasmissione che possa interessare all'utente, sulla base del proprio profilo di interessi basato su parole chiave come i nomi di registi e attori, oppure argomenti e generi. Panasonic ha lanciato questi apparecchi anche in Italia.
Lo standard DVD-Video memorizza le immagini sotto forma di tre componenti: immagine in bianco e nero (luminanza) e due canali con l'informazione sui colori (crominanza). Tutti e tre i segnali sono mantenuti ad una larghezza di banda significativamente più elevata rispetto ai laser disc. La risoluzione è pari a 720 pixel per 480 linee (16:9), contro le 425 linee del laser disc. La risoluzione da sola non è, tuttavia, indicativa della qualità finale dell'immagine; lo sarebbe, infatti, se la compressione MPEG-2 non adottasse un algoritmo con perdita. Poiché la larghezza di banda media è pari a 4.69 Mb al secondo, MPEG-2 deve comprimere ovunque in rapporti da 4:1 a 10:1. Un tale livello di compressione è raggiunto lavorando a due livelli: compressione dell'immagine e compressione del movimento. La compressione dell'immagine funziona in modo simile al formato grafico per computer JPEG; la compressione del movimento è ottenuta confrontando un fotogramma chiave con i fotogrammi adiacenti, scartando ogni informazione ridondante. Sebbene semplice a parole, questo compattamento è veramente complesso. Una compressione MPEG-2 estrema può risultare nell'apparire di uno o più dei seguenti difetti:
La divisione THX della Lucasfilm ha già iniziato a certificare i titoli DVD; i film
certificati sono valutati in base alla fedeltà del trasferimento, alla compressione da
video a MPEG-2 ed alla bontà del processo di duplicazione.
Inoltre, sono certificati anche i lettori DVD, per fornire un corretto riferimento sulla
bontà dei DAC utilizzati (fra le altre cose).
Certamente, con il progredire della tecnologia ed il perfezionamento dell'algoritmo impiegato dal masterizzatore tali difetti tenderanno a scomparire, ma ciò implica che un DVD non è automaticamente superiore al laser disc del medesimo film.
Dolby ha probabilmente perso la battaglia sul terreno delle sale cinematografiche, grazie al Digital Theater Sound e forse anche grazie al Dynamic Digital Sound di Sony, ma il genio commerciale dell'industria ed il suo tempismo hanno fatto sì che lo standard adottato ufficialmente per il DVD fosse il suo AC-3, inizialmente per il solo mercato americano, ma ormai esteso anche al software europeo.
Prima dell'introduzione del Dolby AC-3, gli audiofili erano scettici a causa del suo algoritmo con perdita con larghezza di banda molto limitata (384 Kb/sec). Con il rilascio di alcuni film, come "Sotto il segno del pericolo", buona parte della critica si è subito convinta della superiore resa di questo standard rispetto al vecchio Pro-Logic, sebbene tutt'ora alcuni esperti affermino che AC-3 suona in modo meno spazioso e più metallico.
Dolby AC-3 è un sistema di codifica percettivo, simile a quanto implementato nei Mini Disc e nelle defunte DCC, il che significa che scarta informazioni normalmente non percepite dalla persona media. L'AC-3 prevede una configurazione 5.1 (sinistro, centrale, destro, surround sinistro, surround destro e subwoofer), con risoluzione 20 bit e frequenze di campionamento di 32, 44.1 e 48 kHz per canale.
Per quanto riguarda i film, Dolby AC-3 permette di raggiungere una resa sonora quasi indistinguibile dall'originale, con una minima colorazione ed una leggera asprezza. La maggior parte dei proprietari di impianti home theater non dovrebbero notare queste sottili debolezze del sistema; tuttavia, per la musica, questo formato compresso riproduce l'audio in modo meno accurato dello standard PCM.
L'antagonista più convincente all'AC-3 è il DTS di Coherent Acoustics; vicino alla sua massima larghezza di banda, il DTS CA suona in modo del tutto trasparente rispetto all'originale e, pertanto, ha un vantaggio in termini di pura riproduzione audio.
Non ci sono sufficienti elementi per poter esprimere valutazioni in merito alla compressione MPEG-2 audio, sebbene alcuni esperti la ritengano più debole del già collaudato AC-3.
Ecco una breve tabella comparativa tra gli standard AC-3 e DTS CA:
| Formato | DTS Coherent Acoustics | Dolby AC-3 Surround |
| Massimo numero di canali | 5.1 | 7.1 |
| Completamente discreti? (canali mono) | Si | No |
| Algoritmo | DTS Coherent Acoustics | Dolby AC-3 |
| Numero Bit | 24 | 20 |
| Frequenza di campionamento | 64-4096 Kb/sec | 64-384 Kb/sec |
| Rapporto di compressione | da 3:1 a 16:1 | da 10:1 a 16:1 |
Purtroppo il sistema DTS è finora confinato a pochissimi titoli con country code statunitense.
"Digital Vaporware Disc" era la simpatica interpretazione dell'acronimo DVD data quando ancora la guerra degli standard (SD e MMCD) appariva simile, per molti aspetti, alla antica diatriba Beta-Vhs, con in più i rappresentanti di Hollywood a complicare le cose, con le problematiche relative a pirateria e protezioni anti-copia.
Oggi, la situazione è molto più chiara: uno standard è stato raggiunto ed è supportato da numerosi produttori, il che assicura una certa tranquillità sia agli utenti che alle software house, le quali stanno portando tutti i titoli più significativi del loro catalogo e le ultime novità su questo supporto.
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